Un’italiana a Praga – stranezze di tutti i giorni 2

In coffee room:

“Ciao Laura, anche te pausa tè? ho appena scaldato l’acqua nel bollitore se ne vuoi un po’..”

“ehm… grazie…no, io uso il microonde…”

“Il microonde?”

“ehm…si…non sono abituata a usare il bollitore…”

Io ancora non mi capacito come possa essere pulito e salutare un coso con una resistenza metallica immersa nella tua acqua e che sta umido e caldo tutto il giorno. Penso ai miliardi di batteri e metalli pesanti e non ce la faccio.

Si, sono io quella strana.

Son quella che chiama espresso una cosa che è solo un fondo di bicchiere.

Son quella che ride, e ride parecchio forte e sguaiata. Che rozza devo sembrare.

Son quella che quando parla tocca la gente. Oh ma niente di che, solo una mano sul braccio mentre chiedo scusa o una sulla spalla per incoraggiamento.

Quella che per me è solo empatia e dimostrazione di vero e genuino sentimento, probabilmente risulta approccio inappropriato, troppo intimo, per alcuni vicino alla molestia. Alcuni tendono a pensare che un minimo contatto voglia dire che voglio sposarmi con loro, altri semplicemente restano impietriti, spiazzati e confusi da questo eccesso di confidenza.

Mannaggia, troppo italiana.

E vogliamo parlare della riluttanza (che ormai non ho più) a togliersi le scarpe a lavoro?

“Ma che maleducata è questa che solo perché si vergogna di mostrare i calzini tiene le scarpe sporche anche in ufficio?”, immagino i pensieri degli altri. Che poi si sa, non è che noi italiani abbiamo qualche particolare problema a mostrare i piedi, è solo che ci teniamo allo stile. Ma dimenticandosi della praticità. Vorrei vedere voi qui, con fuori freddo boia con neve mezza sciolta, rimanere a lavoro, dove ci sono 25 gradi perenni, tutto il giorno con gli stivaloni antiscivolo rivestiti di pelliccia e grondanti di neve. Impossibile. Hanno ragione loro!

Vogliamo poi parlare del modo di esprimersi?

“boh”, “mah”, “toh” correlate  con le appropriate espressioni facciali…roba così remota che mi fa sembrare una scimmia troglodita che si esprime a suoni incomprensibili.

Se poi magari mi scappa un gesto invece di un concetto…che ne so…tipo girarsi il dito sulla guancia in segno di approvazione per il cibo delizioso, questo scatena reazioni contrastanti tra cui facce dubbiose e sgomente da: ” Si sta sbrufolando mentre parla con me?” oppure ” Porella! Le fanno male i denti!”.

Di nuovo, troppo italiana!

Comunque sul cibo italiano siamo tutti d’accordo! :)

In realtà l’ultima volta ho preparato un piatto vegetariano e senza lattosio e molto salutare liberamente ispirandomi ai samosa indiani, quindi poco di italiano. Ma chi se ne importa, era proprio buono, e su questo eravamo d’accordo tutti. :)

Ecco la ricetta, dove uso le verdure in delle ottime e salutari crocchette:

http://www.iluccichinidimarialaura.com/2015/10/11/crocchette-di-verdure-speziate-e-miglio/

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