cucina toscana

Vellutata di zucca con crostini alla paprika e Prosciutto di Praga

Tipico ritorno a casa post lavoro. Praga, Repubblica Ceca.

Deh! Che freddo. Se dico dhe questi nemmeno lo capiscono.

Ma quando arriva il tram? Sono già trenta secondi che aspetto…Via, mi distraggo su facebook.
Tolgo i guanti? No. Decisamente no.

Proviamo a togliere solo un dito.
Troppo congelato, non funziona. è così freddo che il touchscreen non sente che lo sto toccando, gli smartphone servono a poco quassù.

Beh, me l’avevano detto, che dovevo aspettarmi?
Penso al riscaldamento globale, a chi maledice l’estate e ai dodo.

Si devono essere estinti per il freddo. Ne sono certa.

Oh, il tram.

Salgo.

Ah, che caldino…che caldo… molto caldo.. e deh, ma non ci sono vie di mezzo.
Ah toh, mi ricordo ora di avere dei piedi, e anche delle dita. Cambio tram, coincidenza perfetta. Mica come a Firenze, no, niente come  Firenze.
A parte il fatto che ho fame, sono le 18 e ho fame.
eh, si mangia all’alba qui. Pranzo alle 11, perfetto per il mio stomaco mattutino. Ma io ora ho fame.

Arrivo a  casa e cena fusion tra sapori della cucina della Repubblica Ceca e gusti vagamente mediterranei.

 

 

Vellutata di zucca con crostini di pane integrale e paprika

Fate appassire una cipolla biancafatta in piccoli pezzi

Pulire una zucca piccola e farla a cubetti

aggiungerla alla cipolla

aggiungere del brodo vegetale

aggiustare di sale

far bollire per 20 minuti

frullare.

 

Tagliare il pane integrale a cubetti

farlo diventare croccante in poco olio caldo

aromatizzato con paprika.

 

 

 

 

Pane arrostito con formaggio alle castagne fuso e semi di papavero

Tostare il pane fine

girarlo e coprirlo con formaggio(senza lattosio come parmigiano stagionato 30 mesi o hemmental) e castagne lesse a pezzi

cuocere da entrambi i lati

aggiungere semi di papavero

 

 

 

 

Prosciutto di Praga caldo

…e questo non l’ho fatto io…

 

 

 

 

 

 

 

Ottima cena, e vabbè, almeno la primavera è arrivata dentro la mia casina….

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Lampredotto fiorentino, come farselo a casa.

 

Scritto, realizzato e mangiato da Samuele

Oggi sveliamo i segreti del piatto Re della della cucina fiorentina di strada: il lampredotto. Se passate da Firenze non fatevi mancare un bel panino col lampredotto e salsa verde che uno dei tanti lampredottai vi saprà preparare con arte. In mancanza del lampredottaio D.O.C. ognuno di noi può provare a farselo a casa, una volta reperita la materia prima da un fornito macellaio di qualità.

Ma cos’è sto lampredotto? Il lampredotto non è altro che l’abomaso della bestia (leggasi Bos taurus), ovvero uno dei suoi quattro stomaci. È formato da due parti, la spannocchia parte più grassa, bianca e gelatinosa e la gala, che è la parte più buona e saporita, molto increspata e di colore violaceo. Il nome pare che derivi da una qualche somiglianza con la lampreda (che personalmente non ho riscontrato..), pesce parassita, ma assai gustoso che fino a qualche tempo fa si riusciva a trovare in Arno.

Il lampredotto è un piatto povero (leggasi, per intenditori, per palati sopraffini)… All’ipercoppe (ovvero al centro commerciale Ipercoop Toscana) possiamo trovare un buon lampredotto lessato, pulito e pronto per essere cucinato a nemmeno 4 €/Kg!

Il lampredotto deve essere bollito a lungo in un buon brodo di verdura rosso di pomodoro, quindi si mangia in un panino imbevuto nello stesso brodo e con sale olio pepe e peperoncino e abbondante salsa verde!

Adesso che sappiamo con cosa abbiamo a che fare passiamo alla preparazione.

 

INGREDIENTI

per 4 persone:

 

1 Kg di lampredotto già pulito

4 grossi panini (o del buon pane toscano)

sale pepe e peperoncino a proprio gusto

 

Per il brodo:

 

1 grossa cipolla

3-4 carote

una manciata di gambi di prezzemolo

qualche costola di sedano

3-4 pomodori (o un barattolo di passata)

 

Per la salsa verde:

200-300 grammi di prezzemolo

olio extra vergine di oliva TOSCANO

pane

un uovo

aglio

limone

sale

 

PREPARAZIONE

Per prima cosa prepariamo il brodo mettendo le suddette verdure in pezzetti grossolani in una grossa pentola d’acqua fredda salata, che portiamo lentamente ad ebollizione. Dopo circa dieci minuti di ebollizione aggiungiamo il lampredotto, con la gala rivolta in giù. Lo facciamo bollire per almeno 60-90 minuti. A fine cottura togliamo il lampredotto e serbiamo il brodo. Eventualmente a seconda del proprio gusto possiamo decidere se dividere la gala dalla spannocchia ed eliminare quest’ultima. Quindi si posa il lampredotto sgocciolato sul tagliere e si taglia a pezzetti sottili.

Nel frattempo prepariamo la salsa verde. Mettiamo nel mixer circa due etti di foglie di prezzemolo (solo le foglie, i gambi sono amari e sanno d’erba) un bicchiere scarso d’olio extra vergine di oliva toscano (se sa di sansa, ovviamente rovina tutto il gusto!) una fetta di pane ammollata in acqua e strizzata, qualche zesta di limone e un po’ di succo, un uovo sodo (senza guscio!) alcuni spicchi d’aglio, quindi sale quanto basta. Facciamo andare il mixer fino a quando la salsa non è omogenea. (Comunque sia, ognuno ha la sua ricetta per la salsa verde: sentitevi liberi di modificare proporzioni ed ingredienti con regola e ragione secondo proprio gusto.)

 

A questo punto si possono preparare i panini. Si spaccano i panini in due e si tuffano per un attimo nel brodo dalla parte della mollica. Quindi si riempono di lampredotto ben caldo (molto importante!) e si conclude con sale, pepe e peperoncino a piacimento e abbondante salsa verde.

Oggi sveliamo i segreti del piatto Re della della cucina fiorentina di strada: il lampredotto. Se passate da Firenze non fatevi mancare un bel panino col lampredotto e salsa verde che uno dei tanti lampredottai vi saprà preparare con arte. In mancanza del lampredottaio D.O.C. ognuno di noi può provare a farselo a casa, una volta reperita la materia prima da un fornito macellaio di qualità.

 

Ma cos’è sto lampredotto? Il lampredotto non è altro che l’abomaso della bestia (leggasi Bos taurus), ovvero uno dei suoi quattro stomaci. È formato da due parti, la spannocchia parte più grassa, bianca e gelatinosa e la gala, che è la parte più buona e saporita, molto increspata e di colore violaceo. Il nome pare che derivi da una qualche somiglianza con la lampreda (che personalmente non ho riscontrato..), pesce parassita, ma assai gustoso che fino a qualche tempo fa si riusciva a trovare in Arno.

Il lampredotto è un piatto povero… All’ipercoppe (ovvero al centro commerciale Ipercoop Toscana) possiamo trovare un buon lampredotto lessato, pulito e pronto per essere cucinato a nemmeno 4 €/Kg!

Il lampredotto deve essere bollito a lungo in un buon brodo di verdura rosso di pomodoro, quindi si mangia in un panino imbevuto nello stesso brodo e con sale olio pepe e peperoncino e abbondante salsa verde!

 

Adesso che sappiamo con cosa abbiamo a che fare passiamo alla preparazione.

 

Ricetta per 4 persone:

 

1 Kg di lampredotto già pulito

4 grossi panini (o del buon pane toscano)

sale pepe e peperoncino a proprio gusto

 

Per il brodo:

 

1 grossa cipolla

3-4 carote

una manciata di gambi di prezzemolo

qualche costola di sedano

3-4 pomodori (o un barattolo di passata)

 

 

Per la salsa verde:

200-300 grammi di prezzemolo

olio extra vergine di oliva TOSCANO

pane

un uovo

aglio

limone

sale

 

 

 

Per prima cosa prepariamo il brodo mettendo le suddette verdure in pezzetti grossolani in una grossa pentola d’acqua fredda salata, che portiamo lentamente ad ebollizione. Dopo circa dieci minuti di ebollizione aggiungiamo il lampredotto, con la gala rivolta in giù. Lo facciamo bollire per almeno 60-90 minuti. A fine cottura togliamo il lampredotto e serbiamo il brodo. Eventualmente a seconda del proprio gusto possiamo decidere se dividere la gala dalla spannocchia ed eliminare quest’ultima. Quindi si posa il lampredotto sgocciolato sul tagliere e si taglia a pezzetti sottili.

 

Nel frattempo prepariamo la salsa verde. Mettiamo nel mixer circa due etti di foglie di prezzemolo (solo le foglie, i gambi sono amari e sanno d’erba) un bicchiere scarso d’olio extra vergine di oliva toscano (se sa di sansa, ovviamente rovina tutto il gusto!) una fetta di pane ammollata in acqua e strizzata, qualche zesta di limone e un po’ di succo, un uovo sodo (senza guscio!) alcuni spicchi d’aglio, quindi sale quanto basta. Facciamo andare il mixer fino a quando la salsa non è omogenea. (Comunque sia, ognuno ha la sua ricetta per la salsa verde: sentitevi liberi di modificare proporzioni ed ingredienti con regola e ragione secondo proprio gusto.)

 

A questo punto si possono preparare i panini. Si spaccano i panini in due e si tuffano per un attimo nel brodo dalla parte della mollica. Quindi si riempono di lampredotto ben caldo (molto importante!) e si conclude con sale, pepe e peperoncino a piacimento e abbondante salsa verde.

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Cavolo nero in rosso

Forse qualcuno può averlo capito. Forse chi ha la pazienza di leggere i miei vaneggiamenti avrà capito che sono estremamente metereopatica. Voi no? Tutti lo siamo, chi non lo è! Non vi è mai capitato di gozzovigliare sulla vostra poltrona preferita perchè voi siete al calduccio e fuori si gela? (cit.) Oppure di affondare nel disordine dell’armadio ai primi solicini caldini di marzo solo per cercare un costume che, non userete prima di qualche mese, ma che siete convinti che prestissimo invece sarà indispensabile? Beh, oggi non è stata una di queste giornate di marzo. E’ stata piuttosto una di quelle del primo tipo, fredda, molto ventosa, tanto che mi sono scordata della primavera che è alle porte e mi son sentita di nuovo in autunno. Ecco il perchè di questo piatto, tipicamente autunnale. Anche molto semplice.

INGREDIENTI

un cesto di cavolo nero

una cipolla grossa

due spicchi di aglio

tre cucchiai di concentrato di pomodoro

sale

pepe

olio

PREPARAZIONE

1 – Cuocere in una vaporiera da microonde le foglie di cavolo nero private della costola dura.

2 – Far colorire la cipolla tagliata finemente in pochissimo olio.

3 – A parte, soffriggere l’aglio a pezzetti con poco olio.

4 – Aggiungere all’aglio le foglie di cavolo nero cotto a vapore e le cipolle.

5 – Dopo aver saltato il tutto unire l’acqua di cottura del cavolo nero e il pomodoro.

6 – Lasciar stufare per qualche minuto dopo aver salato e pepato.

7 – Far ritirare il sugo finchè non si è addensato.

8 –  Servire caldo,

come antipasto o contorno su fette di pane toscano

insaporite con aglio, pepe nero e olio extra vergine d’oliva, possibilmente giovane.

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