L’uggia dell’immigrata

 

Io sono un’immigrata.

Non sono clandestina, fortunatamente nel mio paese non ci sono guerre o persecuzioni violente, quindi ho avuto la possibilità di scegliere di esserlo e anche la possibilità di mettermi in regola.

Ho un lavoro qui, in Repubblica ceca, pago le tasse, non uccido, non stupro, non rubo. Nemmeno sporco per terra.

Eppure alcune persone (non tutte eh!), quando scoprono che sono straniera rabbrividiscono, si spaventano, fanno un passo indietro.

Altri sentono il bisogno di ignorarmi immediatamente come se la loro incapacità di comprendere ciò che dico gli facesse prendere coscienza del fatto che loro non sono onnipotenti. Altri sembrano disgustati, alcuni mi trattano male.

Eppure sono sempre io, io che non ammazzo, che rispetto, che lavoro.

E allora non venitemi a dire che tutti i problemi vengono dagli immigrati.

I problemi vengono dalle persone che non hanno sviluppato la capacità di confrontarsi con il mondo, dalla gente che non sa come confrontarsi con il diverso. Se questa gente si impegnasse a conoscere, forse gli si aprirebbe quel tappo che gli chiude il cervello.

E non sto parlando della Repubblica Ceca eh… parlo anche del mio paese purtroppo.

Il mio paese che mi manca, mi mancano i sapori, gli accenti, gli eccessi coloriti.

E allora cucino.

Cucino roba da tutto il mondo. Insieme ad altri immigrati anche, non per forza italiani, per la gioia della convivialità, che mi manca tanto.

 

2015-03-24 11.20.31

Zucchine alla greca

Pico de gallo e chorizo

Pappardelle impastate con la macchina del pane

Pappardelle impastate con la macchina del pane

 

 

Tortellini fatti in casa

Tortellini tradizionali

Gamberette e zucchine

Gamberetti e zucchine

Bucatini with meatball

Bucatini with meatball, super fusion!

Ricotta senza lattosio fatta in casa

Ricotta senza lattosio fatta in casa

Antipasto di più regioni

Spuntino Tosco-trentino

ravioli di maiale cinesi

Ravioli di maiale cinesi al vapore

Crostata alla crema di cocco

Crostata alla crema di cocco

 

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Un’italiana a Praga – stranezze di tutti i giorni

 

Sono una specie di ricercatrice, alcuni mi definirebbero giovane scienziata, entrambi termini molto lusinghieri.
Non mi ritengo un cervello in fuga, ma un cervello che corre dappertutto, ansioso di godere dell’immersione in culture che non conosco.

La Repubblica Ceca è un paese divertente.

Kofola, la versione ceco-comunista della coca cola.

è un posto dove l’unico cartello in inglese è “aware of pickpockets”,

…dove al ristorante a tavola ti devi apparecchiare da solo,

…dove alla fine del pasto è più educato mettere il tovagliolo dentro il piatto piuttosto che a lato,

…dove se hai bisogno di un cameriere è bene non chiamarlo esplicitamente, rischi che diventi ancora più scortese di quanto già non lo fosse,

…un paese dove, semplicemente voltano lo sguardo, passi dalla moderna superefficienza e il lusso ostentato a roba decadente e anni ’90, oppure passi dal jeggings alla tuta cerata leopardata.

Trovi la stangona in reggicalze alla fermata della metro che ti vuole trascinare in chissà quale locale,

trovi il giovane 23enne che ancora pensa che essere uomo e guadagnare meno della donna sia un disonore.

Un paese dove vale ancora lo sguardo innocente e timido come tecnica intellettuale di abbordamento e se per caso becchi qualcuno mentre non guarda gli occhi ma altrove, subito se ne vergogna e distoglie lo sguardo,

…dove le persone esplicitano i sentimenti a fatica, o per niente direi, ma ad ogni angolo trovi un sexyshop.

…dove i gatti fanno miau, “Si” si dice “ano” e nei fumetti i personaggi ridono facendo cha cha cha.

Esistono molte più parole nel vocabolario ceco che nel vocabolario inglese ma esiste una sola parola per inverno e freddo (zima).

Magnifici edifici sfarzosi e imponenti si affiancano senza alcuna ragione di continuità a sorprendenti strutture Art noveau o super futuristiche, spesso superando quello che per un’italiano è il limite del buon gusto.

Se ti avvicini troppo alle persone queste fanno un passo indietro,

lo stereotipo dell’italiano è impersonato da Drupi (chi?? “Sereno è…”), cantante dalla lunga chioma grigia che ancora si crede un grande seduttore, tanto da fare esplicite avance alla malcapitata interprete in onda sulla tv nazionale.

In questo paese gli gnocchi si chiamano “nocci”, il pane si trasforma in tubi molli giganti, la birra costa meno dell’acqua, al posto del limoncello ti servono distillati di pera, la pasta diventa un dessert e la salsa di pomodoro è ketchup, ketchup dappertutto. Un mare di ketchup, nei supermercati interi scaffali e reparti di ketchup…ma che se ne faranno… so di per certo che i bambini di sicuro lo adorano sugli spaghetti.

Un amante del buon cibo di fronte a tutto ciò può rischiare il collasso, la depressione oppure soffrire di una perenne cinica ilarità. Io sono a questo stadio, mi aggiro tra gli scaffali del supermercato, tra la gente, alla fermata del tram, nei mercatini con questo prenne espressione tra lo stupore

Frustini pasquali, per il futuro felice delle donne ceche...

(ma davvero vendete dappertutto per pasqua dei legnetti colorati per frustinare le donne???) e il divertito (ma davvero tu super stangona sei convinta di essere super sexy con quegli shorts e le calze color carne tremende??).

A questo si aggiunge una sorta di setntimento compassionevole ( ma davvero siete ancora a questo punto?), come una madre quando guarda il proprio figlio che prova a mangiare da solo ma si sbrodola e sa che è solo questione di tempo e presto riuscirà a mangiare da solo, anche più veloce di te.

 

Mi immagino gli autoctoni, che mai mostrano un’espressione in volto, quando vedono me, andare in giro con questa faccia sorridente da idiota. Già pensano che sia strana per come parlo, troppo e gesticolando, figurati se poi mi metto a ridere da sola.

Ad ogni modo è un gran peccato tenere tutto per me, quindi ho raccolto un po’ di foto di alcune cose che  ame risultavano particolari, strane, non comuni, inspettate o semplicemente caratteristiche di questo luogo.

 

Ve ne mostro alcune, robe culinarie di un atro mondo:

 

 

Perchè non mischiare sedanorapa e ananas e mettere tutto sotto sciroppo?
Il reparto frigo è pieno di questi tubi: questi sono rotoli di pasta dolce di vario tipo, ma si trovano anche molte varietà di “tubi di pane e maiale”, knedliky
Snack che di italiano hanno solo il nome…

 

 

Zuppa di farro e sangue di maiale
Succo di barbabietole rosse a colazione?

 

Poltiglia di verdure a forma di salsiccia…

 

e ancora per la serie “sottosciroppo”: zucca!

 

 

 

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Salmone aromatico con frittelline di patate e maggiorana (bramboraky)

 

Salmone alle erbe, piatto fresco e primaverile accopagnato da una golosità tipica della Repubblica Ceca, il bramboraky, frittelline tonde e schiacciate di patate e agli che ricordano un po’ il tortel de patate, ricetta tipica della Valle di Non.

 

Ingredienti per le fritteline di patate

400 g di patate
3 cucchiai di farina
un uovo
due spicchi d’aglio
maggiorana
sale e pepe nero
olio

Preparazione

1. Sbucciare le patate e grattugiarle fini.

2. Aggiungere l’aglio schiacciato, l’uovo sbattuto,un pizzico di pepe e la maggiorata triturata fine.

3. Scaldare l’olio (tanto per coprire il fondo) in una padella antiaderente.

4. Versare il composto a grosse cucchiiate nell’olio caldo e schiacciarlo fino a ottenere delle fritteline di circa 10 entimetri di diametro e con uno spessore di poco meno di un centimetro.

5. Dorare da entrambi i lati, asciugare su carta assorbente.

6. Mangiare caldi, ottimi anche da soli come snack o merenda.

 

Ingredienti per il salmone aromatico

400 g di salmone fresco (spesso 5 cm)
una cipolla bianca
4 foglie di lattuga
4 foglie di radicchio rosso
uno spicchio di aglio
zenzero in polvere
pepe bianco
timo, prezzemolo, santoreggia, basilico fresco
sale e pepe nero
olio
un bicchierino di tokaj o vinsanto

Preparazione

1. Soffrigere la cipolla tagliata a anelli fini e lo spicchio d’aglio in pezzi grossi.

2. Mettere in salmone tagliato a grossi filetti nell stessa padella.

3. Condire con sale, pepe, timo, prezzemolo, santoreggia e generoso zenzero in polvere e cuocere a fuoco basso.

4. Dopo qualche minuto aggiungere la lattuga e il radicchio tagliato a pezzi.

5. Insaporire il tutto a fuoco medio facendo appassire le verdure coprendo con il coperchio

6. Aggiungere il vino a fuoco alto.

7. Una volta evaporato tutto il liquido, far dorare.

8. Servire caldo aggiungendo in ultimo il  basilico fresco.

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